Nel mare dei nostri fallimenti

Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: ««Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.

Gv 21,1-14

qui il testo: bit.ly/3d1mtJT

NEL MARE DEI NOSTRI FALLIMENTI

Cosa ha cambiato, la resurrezione nella vita dei discepoli? Sembra ben poco: tornano alla pesca magra di tutti i giorni, tornano al “non prendere nulla” che aveva segnato la loro vita, prima dell’incontro con Gesù. Tornano al mare delle loro paure, dei loro fallimenti.  Ma è proprio nel mare dei nostri fallimenti che Gesù ci viene a raccogliere e ci invita a un tentativo nuovo per passare dalla infecondità, alla fecondità.

Tuttavia i discepoli non lo riconoscono: la resurrezione non si fa realtà a chi chiude il cuore alla fede. Anche dopo l’ennesimo miracolo – una nuova barca piena di pesci – i discepoli non comprendono.

Solo Giovanni, solo l’amore, riesce a vedere dentro le cose. La vita spirituale non serve ad avere visioni, ma ad accorgerci di ciò che abbiamo davanti agli occhi.

Il Signore è sempre lì. Ogni volta che torniamo a deprimerci davanti alle nostre reti vuote. Egli è di nuovo lì. Non importa se ormai sappiamo tutto, se conosciamo la teologia, se abbiamo visto i suoi miracoli, se lo abbiamo toccato. Importa che, nonostante il fallimento delle reti vuote, Egli torna a parlarci, a partire proprio da quella debolezza. Pasqua è questa ostinazione di Cristo.

“Donami, Signore, lo sguardo acuto di Giovanni, per riconoscerti prontamente nei tuoi silenziosi passaggi”.

don Nino Prisciandaro

Sorgente: <a href="Nel mare dei nostri fallimenti“>Santa Maria della Stella Terlizzi

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