«Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
Mt 9,14-15
qui il testo: bit.ly/3k0r7cM
DIGIUNO
Esiste una rapporto strettissimo tra le “pratiche religiose” e la relazione con Dio. Nel cristianesimo il digiuno, così come la preghiera e l’elemosina, non sono delle pratiche ascetiche in vista di un perfezionamento personale, ma devono aprire alla relazione con il Signore e con gli altri. Il digiuno, in particolare, è un’esperienza di limite che aiuta ad aprirci alla presenza di Dio nella nostra vita, rinunciando alla presunzione di autosufficienza.
Se non è compreso in questo orizzonte, il digiuno può diventare l’espressione del nostro narcisismo e del nostro autocompiacimento. Fino a trasformarsi in una gara con noi stessi per testare quanto siamo bravi.
Se invece è l’occasione in cui, volontariamente, ci apriamo ad un’esperienza di debolezza, sentiremo crescere in noi il desiderio di Colui che è pane di vita e acqua che disseta. Di Colui che davvero ci può saziare.
“Accompagna con la tua benevolenza, Padre misericordioso, i primi passi del nostro cammino penitenziale, perché all’osservanza esteriore corrisponda un profondo rinnovamento dello spirito.” (dalla liturgia)
don Nino Prisciandaro
Sorgente: <a href="Digiuno – Vangelo e Vita“>Santa Maria della Stella Terlizzi