Esserci, epilogo

E così, dopo 54 numeri “Esserci” non è più stato pubblicato. Possono sembrare tanti, ma in realtà sono davvero pochi, considerando che se fosse uscito, non dico ogni settimana, ma almeno una volta al mese, le copie sarebbero state quattro volte tanto.

Come ben disse don Franco Vitagliano nella sua presentazione (Esserci, marzo 1990), il giornale nasceva “dal bisogno di comunicare, di essere presenti e vicini ai problemi della vita della parrocchia” e “noi come parrocchia vogliamo essere presenti a questi momenti di vita, agli avvenimenti belli e talvolta difficili dell’esistenza di tutti i giorni” e ancora “vogliamo dire a tutti che la parrocchia è presente nella vita di ciascuno, che la nostra è una comunità viva… che i vostri problemi ci riguardano… che la vostra vita è la nostra vita”.

Ma, e bisogna avere il coraggio di ammetterlo, la comunità parrocchiale, che in quegli anni si stava notevolmente ingrandendo e alla quale la Chiesa e la Parrocchia hanno sempre dato appoggio e sostegno alle legittime rivendicazioni, è stata poco partecipe, non rispondendo all’invito a “tenerci uniti”, come si augurava don Franco concludendo il suo saluto inaugurale. Probabile pigrizia, più che cattiva volontà, considerato anche quanto avvenne dopo la richiesta, in occasione del venticinquesimo, a fornire documenti degli anni passati, del tutto ignorata.

Eppure per dare alle stampe anche quei “soli” 54 numeri c’è voluto il lavoro di parecchi volontari che hanno dedicato parte del loro tempo ad un’idea in cui credevano, sollecitati da quanto dice la dottrina, secondo cui ogni battezzato è un missionario e come tale ha il compito di evangelizzare (cfr. le encicliche Evangelii nuntiandi di Papa Paolo VI e Evangelii gaudium di Papa Francesco). Ecco perché era davvero mortificante trovare quei fogli accartocciati o addirittura strappati per strada, subito dopo la distribuzione nei vari condomini.

Alla fine il giornale non si è fatto più, certamente perché non si è voluto, ma anche per la difficoltà a trovare di volta in volta i finanziatori per le spese tipografiche, onde evitare di gravare sul già magro bilancio della parrocchia (ne è conferma Esserci aprile 2001 uscito non a stampa bensì in fotocopia). Manca ormai da quattordici anni, che avrebbe potuto narrare e conservarne il ricordo come ha cercato di farlo sino ad allora. L’augurio comunque è che prima o poi possa tornare nelle nostre case.

 

Poiché credo che sulla propria storia si costruisca l’identità di una comunità ho pensato di trasferire su questo sito la maggior parte di quanto pubblicato dal giornale, almeno gli articoli più significativi. E’ stata una bella fatica, totalizzata in ben 112.604 parole (e chissà quante battute!) e chiedo scusa se nell’economia del tutto qualcosa non l’ho riportata. E’ un ricordo di alcuni anni della nostra vita che altrimenti sarebbe andato perduto per sempre. Quanti infatti conservano ancora quelle pagine? E lo dovevamo soprattutto a chi con noi non c’è più +don Tonino Bello, +don Antonio Riboldi, Francesco Santeramo, Marcello Marchese. A loro un grazie particolare, esteso anche a tutti gli altri, compresi gli anonimi, che nel tempo hanno contribuito ad una bella iniziativa che merita di restare nella nostra memoria.

Giuseppe Gragnaniello

Sorgente: <a href="Esserci, epilogo“>Santa Maria della Stella Terlizzi

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