Ma io che Cristiano sono? – 2 maggio

Sabato della III settimana di Pasqua (2 maggio)

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6,60-69)

In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre». Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

Gesù sapeva di essere davvero incomprensibile alcune volte, ha appena concluso il discorso del pane, del suo corpo donato per la vita del mondo, eppure i discepoli non comprendono, noi oggi non comprendiamo.

In cuor nostro lo sappiamo bene che mettere in pratica le parole di Gesù è difficile, diffondere il suo messaggio d’amore diviene insostenibile per la nostra umana fragilità, eppure…eppure Gesù è deciso ad andare avanti con chi fa sul serio. Chiede ai dodici se anche loro vogliono andare via, se anche loro vogliono gettare la spugna prima del tempo. Non era facile accettare la morte di colui che aveva ridato la vita a ciascuno di loro, non era affatto ammissibile che per continuare a vivere, Lui dovesse morire.

“Le tue parole Signore sono dure da comprendere” lo sono state per gli apostoli, continuano ad essere dure per noi oggi.

Il coraggioso Pietro, nella sua incoscienza di discepolo prende la sua posizione, eppure non dimentichiamoci che sarà tra i prima a tradirlo, dice: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna …», Pietro riconosce senza troppi meriti che chi ha ridato vigore alla sua esistenza è quell’uomo, che chi ha favorito una rinascita interiore è stato Gesù. Lui ha parole di vita eterna, ma l’accoglienza di quelle parole sta a noi.

Il Vangelo di quest’oggi è una chiara chiamata alla conversione, se non siamo capaci di convertire il nostro cuore a Cristo nonostante la durezza del nostro cuore, che cristiani siamo? Se il nostro pensare, il nostro agire, il nostro modo di essere non fa trasparire la presenza di Cristo in noi come speriamo di attirare giovani, bambini, non credenti a Lui?

don Dario Vacca

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