Misericordia per tutti – 30 marzo

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.

Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adultèrio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adultèrio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.

Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.

Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

Parola del Signore

Bellissimo episodio. I farisei e gli scribi “conducono” una donna da Gesù come fosse un oggetto. È stata sorpresa in “flagrante” adulterio. Per commettere il peccato di adulterio bisogna essere in due, però sembra che gli scribi e i farisei si siano “dimenticati” l’uomo che hanno incontrato, puntando l’attenzione sulla parte più debole, la donna, per “usarla” per inchiodare Gesù e coglierlo in fallo, sul suo insegnamento sulla Legge di Mosè. In realtà agli scribi e i farisei non interessa nemmeno la Legge di Mosè. È tutto un gioco di strumentalizzazione della Parola di Dio e delle persone per mantenere un potere che l’insegnamento di Gesù smaschera e insidia. Ed è Gesù a smascherare queste intenzioni, ma con il suo stile, senza umiliare nessuno. Gesù salva tutti. Salva gli scribi e i farisei mettendo davanti a loro il loro peccato, salva la donna perdonandola, salva l’uomo adultero ignorandolo, salva la legge di Mosè rimandandola alla sua verità. Il tutto con uno stratagemma. Gesù scrive per terra. È un gesto misterioso su cui si sono sprecate le pagine dei commentatori e dei teologi. Probabilmente è un modo per ignorare e minimizzare le pretese dei farisei oppure, dice qualcuno, è un rimandare ad essi il comandamento a cui essi sì appellavano, scrivendolo per terra, per metterglielo davanti: “se UN UOMO e UNA DONNA sono trovati in adulterio SIANO LAPIDATI”. Entrambi! Gesù mette davanti agli occhi di questi sedicenti giusti l’ingiustizia che stanno commettendo. Accusano una donna di non osservare la legge ma nello stesso tempo sono loro a non osservarla perché la interpretano parzialmente. Non possono giudicare dunque, perché in difetto sono loro! E ciò che è peggio è che per far questo hanno “usato” una persona. Accecati dall’orgoglio, non se ne accorgono. E Gesù li mette davanti a se stessi. I loro occhi si aprono e se ne vanno, uno dopo l’altro mentre le pietre cadono dalle mani. Gesù veramente apre gli occhi ai ciechi! E alla donna egli dona uno dei più bei dialoghi del Vangelo…”Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata? -Nessuno, Signore-Neanche io ti condanno. Va’ e d’ora in poi non peccare più”. Salvata dal linciaggio la donna è l’esempio della salvezza di ognuno di noi, ma anche i farisei e gli scribi ritrovano il senso del loro ruolo: servi e non padroni della Parola di Dio. Misericordia per tutti, dunque!

don Raffaele Gramegna

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