Come acqua sulla pietra – 26 marzo

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei:

«Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera.

Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce.

Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato.

E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato.

Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita.

Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio?

Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».

Parola del Signore

Nel rimprovero di Gesù ai Giudei risalta un aspetto: “la sua parola non rimane in voi”. Essi non hanno riconosciuto Gesù perché non conoscono Dio. Leggono e rileggono e rileggono ancora le Scritture, ma di esse non conservano nulla. La conoscenza della Bibbia che essi hanno è superficiale e teorica. Essa scivola sulle loro anime come acqua sulla pietra, senza lasciare traccia e senza fecondare nulla. Questo perché queste persone non si fanno istruire dalla Bibbia, ma cercano conferma a quello che già credono. Perciò la loro vita non cambia. Tutto ciò che li destabilizza viene sapientemente omesso, per conservare una condizione stabile nella quale si sono comodamente adagiati. La prima lettura dice la stessa cosa. Il vitello d’oro in realtà non un idolo. È la proiezione della propria idea di Dio, una immagine umana, quella possibile e facilmente raggiungibile. È una idea distorta di Dio, che dà conferma a quello che già crediamo e non ci istruisce su nulla e quindi non ci cambia. Il nostro Dio è un Dio “diverso”. È il Dio di Gesù Cristo. Lasciamoci trovare da lui e da lui convertire.

don Raffaele Gramegna

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