Visita Pastorale di Mons. Cornacchia – 18 gennaio 2020 – Incontri con la comunità parrocchiale e S. Messa

Nel pomeriggio del 18 gennaio Mons. Cornacchia ha dapprima incontrato i giovani della parrocchia

successivamente ha presieduto la Celebrazione Eucaristica cui hanno partecipato i gruppi parrocchiali e la confraternita

infine, dopo la S. Messa, Mons. Cornacchia ha incontrato i ragazzi del catechismo e le loro famiglie.

 

Omelia del Vescovo

Carissimi ragazzi, fratelli e sorelle di questa bella comunità di Santa Maria della Stella.

Nell’ambito della visita pastorale questa è la prima parrocchia che visito dopo le festività natalizie. Con voi riprendo questo bellissimo, magnifico cammino che mi porterà tra più di un anno a visitare tutte quante le parrocchie della diocesi. Questa è la decima parrocchia su trentasei. Capite bene che la strada è ancora lunga. Ma ho imparato che se non si incomincia non si finisce. E’ così! Dico grazie al Signore per questa splendida esperienza che mi sta facendo vivere e sono davvero felice di essere qui con voi stasera.

Stamattina abbiamo visitato le case-famiglia dove vi sono diversi bimbi, diversi ragazzi, piccoli che vivono in queste strutture che sono l’alternativa alle famiglie d’origine. Ho visitato ieri alcuni ammalati, e chissà quanti altri ce ne sono! Chissà quante famiglie, quante case aspettano proprio che il signore bussi alla loro porta. Certo il vescovo ha il tempo limitato. Vorrebbe poter incontrare ciascuna di queste famiglie ma sarebbe quasi impossibile visitarle tutte.

E allora vedete, io ritengo che ciò che vi sto dicendo dovrebbe poter valere per ognuno di noi. Ciascuno infatti è chiamato a farsi portavoce, a farsi interprete, a farsi prolungamento, a farsi visibilità dell’amore del Signore. Abbiamo ascoltato delle bellissime espressioni, sia nella prima che nella terza lettura.

Nella prima abbiamo ascoltato il Signore che dice: “È troppo poco che tu sia mio servo”. A chi si riferisce? Ad Isaia. E a ciascuno di noi. Il servo è solo un esecutore. Invece dominus, il padrone è colui che indica la strada, indica le cose da fare e da eseguire. E chi vive nella comunità parrocchiale deve prendere coscienza che noi non siamo soltanto degli esecutori.

Non dobbiamo venire in parrocchia soltanto per sentirci dire “dovete far questo o quest’altro”. Ma dobbiamo anche essere propositivi, assumerci cioè delle responsabilità e poi portarle a termine. Condividere, gestire insieme determinate iniziative, dalla loro progettualità fino alla loro celebrazione.

Pensate, chissà quante persone si sentono a volte non integrate nella nostra comunità. Ma il Signore ad ognuno di noi chiede “scusami, ma dov’è tuo fratello, dov’è quella famiglia che abita accanto a casa tua, ti sei fatto mai vedere, ti sei informato di quella famiglia dove c’è il fuoco sempre divorante della calunnia, il fuoco dell’invidia, il fuoco della gelosia, il pane duro magari della disoccupazione, dove c’è magari una particolare afflizione, dove c’è disperazione?”

Il precursore del Signore, il Battista, dice “io non lo conoscevo”. Ma è Lui che conosce me. E’ Lui che bussa alla porta del nostro cuore. E chiede il permesso, chiede l’autorizzazione di camminare insieme a me. Chiede a me di pensare in sintonia con il suo modo di pensare, di amare, di giudicare. E’ troppo poco essere servo. Fatti avanti! Prendi coscienza che tu hai un’altra vocazione. Hai la vocazione dell’animatore, dell’accompagnatore, del sostenitore.

“Ti ho costituito – dice sempre il Profeta – luce delle nazioni, luce delle genti”. E nostro Signore nel Vangelo dirà che la luce non si mette sotto al tavolo ma sul candelabro, perché faccia luce a tutti coloro che stanno attorno. E noi sappiamo che quando abbiamo una fiaccola se c’è vento può accadere che essa si spenga.

Se la fiamma è molto piccola, basta un alito di vento a spegnerla. Ma abbiamo visto che cosa è accaduto un po’ più in là, in Australia, dove il vento ha alimentato ancor di più il fuoco. Ecco vedete, il vento talvolta mette maggiormente in luce il valore, lo spessore di una persona. Se una persona è forte, sfida anche parecchie tentazioni. Non cede facilmente alla prima insidia. Ma una persona fragile come può portare un altro peso? E’ impossibile!

Ecco miei cari, abbiamo ascoltato la Parola. La Parola deve scendere nei nostri cuori. Noi siamo chiamati ad essere luce. Nel nostro quartiere, nella nostra comunità. Noi siamo chiamati ad essere punto di riferimento. Noi siamo chiamati a sostenere e non tanto ad appoggiarci ad altri, a questa o a quella situazione. Siamo chiamati noi ad aprire un varco, un sentiero nuovo.  Perché il Signore possa successivamente operare. Giovanni Battista ha preparato la via del Signore. E sappiamo la fine che ha fatto questo precursore.

Il brano del Vangelo si conclude con quest’invito che rivolgo a me ed anche a ciascuno di voi: “ho visto e ho testimoniato”. Ho visto e testimoniato che questo è il figlio di Dio. La gente vuol vedere. Di parole ne hanno sentite tante. Ma la gente oggi ha bisogno di vedere. Di misurare lo spessore della nostra fede. Nostro Signore un bel giorno dirà: “Se voi siete come tutti gli altri nel praticare la giustizia, l’umiltà, la carità… qual è la differenza tra voi e gli altri? Nessuna!”

Come vorrei che uscendo da questa chiesa stasera, ritornando nelle nostre case, rivedendo i morti ogni giorno, gli altri dicessero di noi “ho visto ed ho creduto”.  Ho visto come si può essere differenti. Ho visto come si può credere e praticare la propria fede. Ho visto ed ho testimoniato. La parola testimone significa dire. Ho detto pocanzi ai nostri ragazzi di non temere. Possono pure metterci in ridicolo, possono prendersi burla di noi. Che cosa dice il Battista del Signore Gesù quando lo ha individuato “Ecco l’agnello!” Non ha detto “ecco il leone, ecco colui che viene a distruggere”. Ecco l’agnello. L’agnus è un animale che dice mitezza, dice fragilità, dice innocenza, dice purezza. E Gesù un giorno dirà ai discepoli “io rimango come agnello in mezzo a voi”.

Per il mondo sappiamo chi la vince, ma per il Signore no. Non l’amore della forza ma la forza dell’amore. E come dice S. Giovanni della Croce, l’amore vince tutto. Proviamo, dai! E così sia.

 

Sorgente: <a href="Visita Pastorale di Mons. Cornacchia – 18 gennaio 2020 – Incontri con la comunità parrocchiale e S. Messa“>Santa Maria della Stella Terlizzi

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