Dio e l’uomo: una storia di Cuore

“Il Verbo si è fatto carne e abitò tra noi” (Gv 1,14).

“Farsi carne” non significa rivestire un corpo come un abito, assumere un involucro carnale, ma significa il farsi umano di Dio, indica che Dio, secondo la rivelazione cristiana, si fa conoscere all’uomo e lo incontra nell’umanità di Gesù Cristo. Per questo, la tradizione cristiana, saldamente fondata sul percorso biblico dell’antico e del nuovo testamento, non trova difficoltà a parlare di “cuore” riferendosi all’amore incondizionato di Dio per l’uomo. L’amore che chiede amore, ma che è sempre preveniente e salva, nonostante le resistenze.

Dio ha assunto tutto l’uomo, vivendo una vita umana dalla nascita fino alla morte; si può, dunque, affermare che in Gesù, il Figlio, Dio ha vissuto l’esperienza umana “dal di dentro” dell’umanità stessa; ha amato e ama come l’uomo, portando tuttavia questa esperienza unica e vitale dell’umanità alle altezze delle capacità divine.

Possiamo dire, quindi, che l’umano è il luogo di Dio, il “dove” di Dio. Per questa ragione abbiamo bisogno di recuperare l’unità tra umano e spirituale, tra conoscenza di sé e conoscenza di Dio.

Se la fede ci porta a cercare di vivere la nostra umanità in Cristo davanti a Dio, allora dobbiamo aprirci all’umano che è in noi e negli altri. E dobbiamo dare consistenza all’amore tra Dio e l’uomo che si fa continuamente storia.

Sorgente: <a href="Dio e l’uomo: una storia di Cuore“>Santi Medici Terlizzi

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