Commento del 4 febbraio 2018

«Tutti ti cercano!», dicono Simone e altri discepoli a Gesù, dopo essersi messi sulle sue tracce (Vangelo). Giobbe (I Lettura) riflette sul mistero, oscuro e incomprensibile, della sofferenza, e trova sollievo nella fiducia totale in Dio. Nel Vangelo notiamo invece che Gesù, Medico delle anime e dei corpi, guarisce la suocera di Pietro da una febbre maligna, operando fino a sera altre guarigioni, scacciando i demoni a beneficio della grande folla dei pazienti che sperano ciò che solo lui può fare. E noi come possiamo dar sollievo agli infelici? Imitando Gesù, che il mattino dopo si ritira a pregare il Padre. Inoltre, come Pietro e i discepoli, cercando Gesù per presentargli i fratelli più bisognosi di sostegno, di conforto e di guarigione. Infine facendo nostro il programma apostolico di Paolo (II Lettura). Pur potendo vantare diritti e privilegi personali, l’Apostolo sente impellente il dovere di annunciare il Vangelo, sia per farne parte lui stesso, sia per avvicinare i deboli a Gesù, venuto sulla terra proprio per curvarsi su di loro, prenderli per mano e sollevarli guariti.

Sorgente: <a href="Commento del 4 febbraio 2018“>San Pio X Molfetta

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