Commento del 27 agosto 2017

Nell’umile testimonianza di Pietro è posto il fondamento della nostra fede. Egli è chiamato a rappresentare nella Chiesa e nel mondo l’autorità di Dio Padre e l’insegnamento di Gesù Maestro. La sua professione di fede: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente», è frutto di una rivelazione particolare del Padre celeste. Da allora Pietro non sarà più Simone figlio di Giona, ma “Pietra”, cioè roccia di fondazione (Vangelo). Il contrario di quanto la I Lettura narra di Sebna, al quale Dio toglierà la carica di maggiordomo del palazzo nel regno di Giuda, rovesciandolo dal trono. Un contrasto evidente che verrà sciolto dalla II Lettura. Mentre Paolo contempla la profondità del mistero di Dio, ricorda che nessuno può presumere di dare consigli alla sapienza divina o inoltrarsi nelle sue vie inaccessibili. L’insegnamento per noi è evidente. Come Dio, al posto dell’infedele Sebna, dona le chiavi del palazzo regale a Eliakim, uomo giusto e buon padre per il suo popolo, così Gesù consegna le chiavi del regno dei cieli a Pietro, docile alle ispirazioni del Padre. Allo stesso modo ogni credente è chiamato ad abbandonarsi filialmente e fedelmente a Dio.

Sorgente: <a href="Commento del 27 agosto 2017“>San Pio X Molfetta

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