Commento del 25 giugno 2017

La missione di annunciare la salvezza, che Dio ci affida, è bella ed entusiasmante.
Essa, però, comporta anche dei rischi. Per questo ci vuole coraggio e voglia
di andare fino in fondo. Personalità sensibilissima, Geremia (I Lettura) deve annunciare
alla sua nazione la rovina imminente. Egli sa che per questo annuncio
sarà umiliato, emarginato e perseguitato. Così la fedeltà alla vocazione diventa
per lui una sofferta conquista. L’apostolo Paolo (II Lettura) denuncia la potenza
del peccato, entrato nel mondo per la disobbedienza dei progenitori. La morte
ne è stata la conseguenza. Ma Cristo ha affrontato il peccato e la morte, uscendone
vincitore. Dalla fede in Dio e dalla solidarietà con il Crocifisso derivano per
i discepoli doni preziosi e ineguagliabili: la grazia e la vita. Ne conseguono per
noi la libertà nei confronti di paure e ricatti umani e l’impegno per il Vangelo.
Nell’odierna pagina di Matteo Gesù fa le dovute raccomandazioni ai suoi apostoli
prima di mandarli in missione. Dice loro di non perdersi d’animo per le difficoltà:
Dio stesso, infatti, veglia su di loro. Con l’annuncio del Vangelo, affidato alle
loro cure, saranno i costruttori della nuova umanità.

Sorgente: <a href="Commento del 25 giugno 2017“>San Pio X Molfetta

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