Domenica 23 aprile 2017 – Domenica II di Pasqua

BEATI QUELLI CHE NON HANNO VISTO E HANNO CREDUTO!

Domenica  II di Pasqua, Anno A

Gv 20, 19-31; At 2,42-47; Sal 117; 1 Pt 1,3-9

di don Pino Germinario

Carl Heinrich Bloch, L’incredulità di Tommaso

Carl Heinrich Bloch, L’incredulità di Tommaso

Questo è l’ottavo giorno in cui la Chiesa celebra la Pasqua del Signore e la nostra.

Il testo di Giovanni scandisce il ritmo settimanale delle assemblee cristiane.

9La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!».

26Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!».

Queste prime riunioni sono la radice della nostra eucarestia settimanale.

Oggi come allora il Signore si fa presente in mezzo a noi con la Parola e con i Sacramenti.

Oggi come allora il Signore effonde su di noi il suo Spirito, ci chiama ad essere suoi testimoni nel mondo e a trasmettere la sua Misericordia.

Ai discepoli di allora e di oggi Gesù chiede di avere Fede in Lui.

La fede non si basa su ciò che abbiamo visto e udito ma sulla “comprensione della Scrittura” cioè che ciò che erano stato annunziato nei tempi antichi dai Profeti si è veramente realizzato in Cristo.

Diceva Gesù risorto ai due discepoli in cammino verso Emmaus:

«Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! 26Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». 27E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.

28Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. 29Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. 30Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. 31Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista.

L’invito di Gesù a Tommaso è rivolto anche a ciascuno di noi:

Non essere incredulo, ma credente! Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!

Tommaso inizialmente non vuole credere, ma poi crede molto di più di quello che ha visto.

Ha visto Gesù vivo, ma proclama molto di più:

28Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!».

La fede era richiesta ai primi discepoli come è richiesta a noi.

Diceva Gesù a Pietro che lo aveva riconosciuto come il Cristo:

Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. (Mt 16,17)

E nella parabola del ricco e di Lazzaro si legge:

29Ma Abramo rispose: «Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro». 30E lui replicò: «No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno». 31Abramo rispose: «Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti»». (Lc 16)

 Nella prima lettura dagli Atti degli Apostoli troviamo un “manifesto” un “programma” di come, noi che abbiamo creduto in Cristo, dobbiamo manifestare la nostra fede.

Dobbiamo essere PERSEVERANTI:

  1. nell’insegnamento degli apostoli: non esiste un cristianesimo “individuale” che ciascuno adatta alle proprie idee e alle proprie convinzioni. Esiste l’adesione di fede alla Parola del Signore così come trasmessa dalla Chiesa e nella Chiesa.
  2. nella comunione: che si manifesta concretamente nell’aiutare, secondo le proprie possibilità chi si trova in difficoltà e nel bisogno.
  3. nella frazione del pane: cioè nella partecipazione alla celebrazione eucaristica settimanale nella quale il Signore stesso si fa presente e, attraverso la Parola e i Sacramenti, ci dà la capacità, la forza e lo Spirito necessari per vivere la vita cristiana che non possiamo realizzare solo con le nostre forze.
  4. e nelle preghiere comunitarie e personali per essere sempre in “sintonia” con il Signore e per comprendere che cosa il Signore ci chiama a compiere nelle concrete situazioni della vita in cui ci troviamo.

 Ci esorta San Pietro della seconda lettura:

Dio…nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva, per un’eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce.

Voi amate Gesù Cristo, pur senza averlo visto e ora, senza vederlo, credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre raggiungete la mèta della vostra fede: la salvezza delle anime.

 

Signore Dio nostro,
che nella tua grande misericordia
ci hai rigenerati a una speranza viva
mediante la risurrezione del tuo Figlio,
accresci in noi,
sulla testimonianza degli apostoli, la fede pasquale,
perché aderendo a lui pur senza averlo visto
riceviamo il frutto della vita nuova.

 

 

Sorgente: <a href="Domenica 23 aprile 2017 – Domenica II di Pasqua“>Cuore Immacolato di Maria Molfetta

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