Domenica 16 aprile 2017 – Pasqua di Resurrezione

QUESTO È IL GIORNO CHE HA FATTO IL SIGNORE:

 RALLEGRIAMOCI ED ESULTIAMO.

DOMENICA DELLA RESURREZIONE DEL SIGNORE

Anno A

Gv 20,1-9; At 10,34.37-43; Sal 117; Col 3,1-4 opp. 1 Cor 5,6b-8

Crocifisso_san_damiano

“Crocifisso di San Damiano”, attualmente custodito nella Basilica di santa Chiara in Assisi. L’opera, di cui non si conosce l’autore è datata intorno al 1100. Il Cristo è raffigurato come crocifisso ma vivo, circondato dalle persone che hanno creduto in Lui e sostenuto dagli angeli. Nella parte superiore della croce è raffigurato Gesù risorto che, circondato dagli angeli,portando la croce, ascende verso il Padre, la cui mano benedicente lo accoglie.

La liturgia della Pasqua è tutta pervasa dalla gioia che scaturisce dalla fede nel Cristo risorto e dalla consapevolezza che noi siamo partecipi, in forza del battesimo, della nuova vita del Signore.

Il Padre, per mezzo del suo unico Figlio, crocifisso e risorto, ha vinto la morte e ci ha aperto il passaggio alla vita eterna.

Attraverso una continua conversione noi entriamo nella morte del Signore e vivendo concretamente la fede, la carità e la speranza, entriamo nella sua risurrezione. Se viviamo autenticamente il dinamismo del mistero pasquale nella vita quotidiana, diventa vera la nostra azione di grazie anche nel momento sacramentale.

Per questo abbiamo bisogno che il Padre ci rinnovi nel suo Spirito per rinascere nella luce del Signore risorto (Colletta). Allora saremo capaci di offrire «esultanti per la gioia pasquale quel sacrificio nel quale mirabilmente nasce e si edifica sempre la tua chiesa» (orazione sulle offerte).

 

Il Mistero Pasquale è insieme celebrazione della morte e della risurrezione del Signore. Colui che gli uomini hanno scartato, rifiutato, gettato via, è stato scelto dal Padre e ritenuto la pietra preziosa e fondamentale del nuovo popolo di Dio, della nuova alleanza del nuovo regno di giustizia, di amore e di pace.

Con i segni della passione il Cristo entra nella gloria di Dio e diviene per noi la via che ricongiunge al Padre.

Per mezzo di Lui la salvezza di Dio raggiunge tutti gli uomini di tutti tempi e di tutti i luoghi.

 

[14] E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, [15] perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna”.
[16] Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. (Gv 3)

Il figlio di Dio, venuto nel mondo, morto, risorto, asceso al cielo, sorgente perenne dello Spirito Santo è la vera luce che illumina ogni uomo, in Lui è la vita, in Lui e solo in Lui è la salvezza.

 

[44] Gesù allora gridò a gran voce: “Chi crede in me, non crede in me, ma in colui che mi ha mandato; [45] chi vede me, vede colui che mi ha mandato.
[46] Io come luce sono venuto nel mondo, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre.
[47] Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo.
[48] Chi mi respinge e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho annunziato lo condannerà nell’ultimo giorno.
[49] Perché io non ho parlato da me, ma il Padre che mi ha mandato, egli stesso mi ha ordinato che cosa devo dire e annunziare.
[50] E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico come il Padre le ha dette a me”.

 

In Gesù Dio si è fatto uomo ed è sceso fin nelle profondità della nostra terra, della nostra umanità ferita dal peccato e dalla morte per dare a noi la possibilità di risalire con Lui divenendo partecipi della sua stessa vita divina.

 

O Padre,

che in questo giorno,

per mezzo del tuo unico Figlio,

hai vinto la morte

e ci hai aperto il passaggio alla vita eterna,

concedi a noi,

che celebriamo la Pasqua di risurrezione,

di essere rinnovati nel tuo Spirito,

per rinascere nella luce del Signore risorto.

 

Sorgente: <a href="Domenica 16 aprile 2017 – Pasqua di Resurrezione“>Cuore Immacolato di Maria Molfetta

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