Capaci di bellezza

Bellezza

La parola e la testimonianza di Gesù nei Vangeli sono un continuo annuncio del regno del Padre, le cui caratteristiche sono sorprendenti.

In particolare, Gesù rifiuta l’idea che Dio, alla fine dei conti, non benedice coloro che nella vita non ce la fanno, che nella vita falliscono, che nella vita sono in affanno. Non accetta l’idea che Dio non benedice coloro che non sono più in grado di benedire la propria vita. Anzi è venuto proprio per questo, è venuto proprio per contestare l’idea di un Dio che starebbe in buona compagnia solo con i perfettini, i precisini, i pulitini, i santini. Il Dio, che egli annuncia, è di tutti in quanto è per tutti.

Dio non ci dice: tu appartieni solo a me. Dio ci dice: tu appartieni anche al tuo prossimo. Per questo la parola d’ordine di Gesù è quella della ricerca del regno di Dio nella vita propria e in quella degli altri. Qui è la radice dell’essere Chiesa.

A tal proposito, come comunità parrocchiale, siamo chiamati a manifestare questa capacità di far risplendere la bellezza e l’armonia, prendendoci cura della casa comune che ci è stata affidata. Stiamo da molti mesi sostenendo lo sforzo di restaurare la chiesa che ci vede insieme per lodare il Signore e per crescere alla sua sequela. Ancora qualche mese e l’opera sarà completata grazie alla corresponsabilità della Confraternita e di molti parrocchiani.

Questa opera, tuttavia, sarà tanto più meritoria se apparirà come un simbolo del rinnovamento e del consolidamento dello spirito che può e deve manifestarsi nelle singole persone e nella comunità intera.

Gesù Cristo ci esorta: fate in modo che il bene sia comune, che ciascuno possa pronunciare parole belle sulla propria vita e su quella del prossimo. Uscite dal vostro egoismo, e rendete comune il bene.

E infine la parola del regno, cioè di un mondo dove il bene è di casa, annuncia che negli uomini c’è una potenza di bene che essi non sospettano, una possibilità di bellezza di cui spesso non sono coscienti. Insomma,  per Gesù  nessuno è condannato a forme di egoismo e di individualismo insuperabili: nessuno deve fare o avallare il male. Si può resistere! Si può lottare! Si può sconfiggere.

E dice anche che la bruttezza non è il nostro destino, Gesù ricorda che siamo capaci di bellezza; affermando che il male e la cattiveria non sono il nostro destino, afferma che siamo capaci di costruire un mondo diverso.

Non dimentichiamo questa vocazione e missione.

Sorgente: <a href="Capaci di bellezza“>Santi Medici Terlizzi

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