Risanare, prendersi cura dell’altro.

Mercoledì 4 marzo si è concluso il percorso di approfondimento intrapreso dalla nostra comunità parrocchiale sulla lettera pastorale “E si prese cura di lui: educare alla carità” del nostro vescovo don Luigi Martella.

Rosa Serrone

L’incontro, guidato da Rosa Serrone, responsabile della Caritas di Giovinazzo, ha riguardato il verbo “Risanare”, terzo verbo evidenziato nella lettera pastorale, con riferimento al passo evangelico “… e si prese cura di lui” (Lc 10,34b).

Rosa Serrone ci ha fatto riflettere sulla necessità del prendersi cura dell’altro, poichè la carità risana gli altri, ma risana anche chi la compie; questo perchè la carità ci appartiene e il prendersi cura dell’altro, il mettersi al servizio è uno stile di vita che identifica il cristiano in quanto tale e restituisce dignità all’uomo. Dio, infatti, ci ha chiamati perchè possiamo donare, nella nostra quotidianità, quello che ci è stato donato: il tempo, la professionalità, le risorse. In questo modo si ha l’opportunità di dare un senso alla nostra esistenza e restituire dignità a chi è nel bisogno e deve ridiventare protagonista del suo progetto di vita.

la civiltà

Citando Giuliana Martirani, in “La civiltà della tenerezza”, ha sottolineato l’importanza che ciascuno di noi sposi un progetto, scegliendo un’opera di misericordia, corporale o spirituale, da vivere quotidianamente, per non cadere nella “globalizzazione dell’indifferenza”, come Papa Francesco definisce l’atteggiamento dell’uomo contemporaneo, pertanto vivere la carità è intervenire in prima persona e fare consapevolmente delle rinunce, che diventano dono.

L’intera comunità parrocchiale cresce in responsabilità se opera in sinergia e, attraverso l’incontro e il confronto, fa emergere bisogni e necessità del territorio, per intervenire con forme concrete di condivisione in rete con tutti gli altri soggetti operanti sul territorio.

don tonino bello

Rosa Serrone, inoltre, citando don Tonino Bello, ci ha invitato a riflettere sui tempi di intervento che si possono suddividere in tre momenti: Il momento dell’”ora prima”, cioè della prevenzione, il momento dell’”ora giusta”, cioè quando è necessario tamponare l’emergenza, e, infine, il momento dell’”ora dopo”, quando è opportuno orientare le scelte.

 

Rosanna de Pinto

Sorgente: Sant\’Achille Molfetta

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