IL XII PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA: SERGIO MATTARELLA

Il Parlamento in seduta comune, allargato ai rappresentanti dei Consigli regionali, ha eletto al quarto scrutinio Presidente della Repubblica, con 665 voti, il giurista siciliano On. Sergio Mattarella, figlio d’arte. Dal 1983 al 2008 è stato deputato, prima per la Democrazia Cristiana e poi per il Partito Popolare Italiano e la Margherita, e più volte ministro. Dal 2011 era giudice costituzionale di nomina parlamentare. È stato sposato con Marisa Chiazzese, deceduta il 1° marzo 2012.
Sergio Mattarella è il quarto figlio di Maria Buccellato e di Bernardo, politico democristiano più volte ministro tra gli anni cinquanta e sessanta, e fratello minore di Piersanti, che nel 1980 fu assassinato da Cosa Nostra mentre era presidente della Regione Sicilia. Suo padrino di battesimo fu l’amico paterno Salvatore Aldisio, già deputato del Partito Popolare Italiano e ostracizzato dal regime fascista.

In gioventù Sergio Mattarella, trasferitosi a Roma a causa degli impegni politici di suo padre, ha militato tra le file del Movimento Studenti della Gioventù Maschile di Azione Cattolica, del quale fu responsabile come delegato studenti di Roma e poi del Lazio dal 1961 al 1964, e successivamente aderì alla Federazione Universitaria Cattolica Italiana.
Dopo essersi diplomato al liceo classico San Leone Magno di Roma, nel 1964 si laureò in giurisprudenza presso l’Università La Sapienza di Roma.
Oltre all’avvocatura in un avviato studio legale palermitano specializzato in diritto amministrativo, Mattarella intraprese la carriera accademica presso l’Università di Palermo, come allievo di Pietro Virga. Fu assistente di Diritto parlamentare e poi professore associato. Dopo il 1999 diventò ordinario di Diritto costituzionale.
Formatosi politicamente alla scuola dell’On. Aldo Moro, il primo pensiero del neo Presidente è andato agli italiani, in particolare ai più bisognosi. Fra i suoi primi atti, sottolineiamo per la sua significatività la visita alle Fosse Ardeatine a Roma, luogo dell’eccidio di 335 civili e militari italiani, fucilati a Roma il 24 marzo 1944 dalle truppe di occupazione tedesche.
La comunità del SS. Redentore rivolge rispettosi auguri al nuovo Presidente, auspicando che il suo mandato sia rivolto all’esclusivo progresso sociale, economico e politico del nostro Paese, il quale, in questi tempi aridi di speranza, ha necessità di riforme che vadano in direzione del bene comune.
Sorgente: Redentore Ruvo

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